Vincenzo Capuano: vivere di pizza è meraviglioso

 

Vincenzo Capuano, Maestro Pizzaiolo classe ’89, forgiato da un percorso lavorativo internazionale di successo, che lo ha visto protagonista a New York, Barcellona, Copenaghen, oltre che in  Islanda, Algeria, dopo i successi conseguiti nella sede di Piazza Vittoria, Napoli, a partire dal Dicembre  2018 accoglie i propri clienti in una seconda sede, nella centralissima Via Roma in Pompei (Napoli), meta turistica tra le più gettonate.

 

Interprete della Pizza Napoletana Contemporanea, dopo un’accurata ricerca storica, ha voluto omaggiare la cittadina vesuviana realizzando una pizza con un blend di farine multicereali, sapientemente condita con Cavolo, Fior di Fuscella e Garum-Colatura d’Alice.

 

 

Già stimato influencer, tra i più attivi nella città partenopea, presenza fissa nella trasmissione Detto Fatto di RaiDue, Capuano recentemente è stato insignito del “Premio Di Martino” per la Migliore Comunicazione Web e Social 2018, nell’ambito dei premi 50 Top Pizza, organizzati dalla prima guida online delle migliori pizzerie in Italia e nel mondo.

Numerosi, per il talento partenopeo, i piazzamenti di prestigio nelle competizioni di settore, tra i quali citare senza dubbio la vittoria del XIII Campionato Mondiale del Pizzaiuolo 2014 – Trofeo Caputo, categoria RossoPomodoro, il secondo posto nella categoria Specialità Tradizionale Garantita così come il riconoscimento internazionale conseguito all’ International Pizza Challenge di Las Vegas.

 

 

 

Particolare risulta essere per CapVin, come noto nel mondo web-social, l’attenzione alla proposta di friggitoria, rigorosamente declinata nell’utilizzo di una materia prima genuina e di qualità, non disdegnando tuttavia un pizzico di innovazione.

 

 

Tra “montanare” e “frittatine“, si arriva al caratteristico “crocchè“, presentato in una versione contemporanea 2.0 a base di patata allo zafferano, sapientemente farcito con Prosciutto Cotto Affumicato, Mozzarella di Bufala, il tutto accompagnato da una panatura a base di mandorle e Panko, variante giapponese del nostro pangrattato, a base di pane bianco.

 

 

 

Per quanto riguarda invece le pizze, il format proposto risulta essere una pizza rispettosa della tradizione ma dalla connotazione fortemente contemporanea, dal cornicione caratteristicamente pronunciato ed alveolato, disponibile in un gran numero di impasti e farciture, un vero tripudio di pizze classiche, proposte special, pizze fritte, a base di vari Presidi Slow Food,  prodotti DOP e IGP.

 

 

 

 

 

Insomma  la “buona storia” di un giovane talento partenopeo, erede di una famiglia di pizzaioli giunta alla terza generazione, che dopo anni da vero e proprio “globetrotter”” ha avuto il coraggio di fare il percorso inverso, decidendo di investire, non solo economicamente, nella propria città di origine.

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