Piatti d’autore con vista sul Golfo. E’ il ristorante pizzeria 18 Archi

La passione per la buona gastronomia campana e l’incontro con culture estere nel modo di intendere la preparazione dei cibi sono decisivi in Gennaro Giaccio, nel suo progetto di aprire un locale di cucina e ospitalità in una posizione favorevole per bellezza come Pozzuoli. Si tratta del ristorante pizzeria 18 Archi, fondato nel 2012 dal suo titolare, prende il nome da un’ architettura ad archi del locale: “si è voluta creare una continuità fra gli ambienti dell’antico stabile per creare un senso di spazio e far emergere la caratteristica struttura ad archi, che conferisce il nome al ristorante”, ha spiegato Giaccio.

terrazza
Terrazza con affaccio sul golfo

Il ristorante pizzeria mette in contatto una cultura gastronomica di mare con ingredienti ricercati della produzione alimentare campana, più espressione dell’entroterra: “per la pizza preferiamo non distaccarci molto dalla tradizione, il nostro prodotto di farina amiamo condirlo con i prodotti di terra della nostra tradizione regionale  – ha spiegato il titolare del 18 Archi – mentre il pesce è protagonista nei nostri primi e secondi piatti“.

Cozze, seppie, pesce spada portano con se la freschezza e il sapore dei prodotti del golfo sulla tavola dei commensali: “oltre ai piatti della tradizione napoletana come i primi piatti alla Nerano o alla genovese – sugo di cipolla e carne tipico della gastronomia partenopea – lo chef dà sfogo alla sua creatività con i paccheri alle cozze e melanzane o il risotto ai gamberi, limone e granella di pistacchi”. Lo chef Cristian Ascensi racconta nei suoi piatti il bagaglio gastronomico acquisito durante le esperienze di lavoro in giro per l’Europa e per l’Italia, con abbinamenti a volte inaspettati ma che, alla fine, ritornano alle origini campane: la Baccarola è una pietanza che propone un mix di cultura ittica norvegese, data la presenza del baccalà in pastella e la verdura più tipica del territorio campano come la scarola.

 

Tradizione e rivisitazione è un binomio presente anche nella pizzeria del 18 Archi, dove non manca un accurato studio degli impasti: “il pizzaiolo Tartaglia Guido ha maturato un periodo di gavetta nell’apprendimento delle tecniche di impasto, al punto da approfondirne la conoscenza delle tipologie di farine  – ha spiegato Gennaro Giaccio – da quattro anni è primo pizzaiolo del locale. Determinante per la sua competenza è stato il bagaglio di esperienza acquisito presso diverse pizzerie di Napoli”. Denominatore comune delle pizze è un impasto leggero che determina un prodotto di farina particolarmente digeribile: pomodoro del piennolo del Vesuvio giallo e rosso, pomodoro San Marzano, latticini di Agerola e Provolone del Monaco non mancano nel condimento del disco di pasta.

Grande attenzione viene posta alla qualità del servizio in sala: “il personale di contatto rappresenta il prolungamento dell’esperienza di cucina portata in sala, il bravo cameriere deve trasmettere la passione che il cuoco ha impiegato per creare i suoi piatti”, ha confermato il proprietario del ristorante pizzeria. Il risultato è un attenzione dedicata verso il cliente, perché possa vivere un’esperienza di qualità sia nella terrazza affacciata sul golfo, con vista di Procida e Ischia, che nell’ambiente interno a contatto con l’antica architettura puteolana.

 

 

 

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