Nicolò Campisi, la cucina napoletana sbarca in Francia

CampisiSe vi capitasse di fare un viaggio in Francia, magari nel circondario di Bordeaux, per l’esattezza a Cestas nel dipartimento della Gironda e voleste ritrovare il sapore di Napoli, una tappa del gusto obbligatoria è il piccolo ristorante italiano “A Tavola” del giovane Nicolò Campisi, napoletano DOC naturalizzato francese. Pasticceria francese e cucina italiana si sono felicemente incontrate in un piccolo locale con cucina a vista che ricalca la convivialità dei ristoranti tipicamente napoletani.

Con la volontà ardente di chi ha solo vent’anni ma crede nei propri sogni, Nicolò è partito per la Francia e qui <<ho lavorato duro prima di poter aprire un ristorante tutto mio>>, dice. La cucina poi è stata galeotto tra lui e Kenza, sua socia e compagna di vita, che è l’anima dolce e francese del ristorante.

Nicolò CampisiUn piccolo gioiello nel cuore della Francia con lo spirito napoletano. Nicolò infatti sottolinea <<la tradizione della mia terra è alla base delle ricette che propongo ogni settimana nel mio ristorante, seguo la filosofia della cucina napoletana, voglio che le persone conoscano me attraverso i piatti. Penso che la cucina sia lo strumento più vero per far sentire tutto quello che ho vissuto>>. Nel senso di apprendere attraverso i sensi, ricevere un’impressione sensoriale e prenderne coscienza. E cos’è la cucina, se non questo?

L’anima italiana di questo ristorante non riguarda solo la provenienza del giovane Nicolò ma anche quella degli ingredienti che utilizza: <<quasi tutte le materie prime che utilizzo sono italiane grazie a dei grossisti che, lavorando direttamente con l’Italia, riescono a far arrivare un camion ogni settimana>> per garantire prodotti qualitativamente eccellenti ai clienti.

La qualità degli ingredienti si evince dal menù, infatti trattando esclusivamente prodotti stagionali esso non è mai fisso, cambia in funzione del mercato, tanto che <<le persone che ci scelgono conoscono cosa proponiamo nel momento in cui si siedono, non troveranno oggi quello che hanno mangiato ieri>>, ci dice Nicolò che ci tiene a sottolineare come questa sia una scelta ottimale per non utilizzare prodotti surgelati.

A tavolaMa ciò che occupa uno spazio speciale nel cuore di Nicolò, da buon napoletano, è sicuramente la pizza. <<In pieno stile napoletano, l’impasto delle mie pizze lievita naturalmente da un minimo di 18 ore a un massimo di 48 ore. Utilizzo farina 100% italiana dei Molini Agugiaro&Figna, in particolare la cinque stagioni blu con una forza W290-300 e la cinque stagioni rossa più forte da W390. La mescidanza di queste mi permette di avere un impasto come quello dettato dalla tradizione napoletana che rende le pizze alte, soffici e ariose>>.

Nonostante la mancanza di un forno a legna, Nicolò riesce comunue, grazie ad un forno elettrico, a garantire le stesse temperature e prestazioni di uno tradizionale. Se non nel forno, ritroviamo la “napoletanità” negli ingredienti della pizza, soprattutto in quella a cui Nicolò è più affezionato perché porta il nome del ristorante: la “A tavola” farcita alla base con pomodoro San Marzano e mozzarella fior di latte e all’uscita con rucola, prosciutto di Parma DOP, mozzarelline e pomodorini freschi. Il modo più genuino per sentire Napoli…in un morso!

“A Tavola”, un piccolo ristorante in cui trovare i sapori locali e quelli italiani. Una cucina 100 % homemade che si serve di prodotti sempre freschi, un menù che si evolve ogni giorno per un pranzo pieno di gusto, un caldo aperitivo o una cena gourmet preparata sott’occhi e…con accento napoletano!

Marika Manna

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