L’hamburger d’oro firmata Di Sieno: preziosa fuori, prelibata dentro

Ecco l’hamburger d’oro da mille euro al chilo

L’idea del macellaio innovativo Antonio Di Sieno con la carne di Wagyu della prefettura di Kagoshima

Un hamburger di Wagyu della prefettura di Kagoshima in foglia d’oro alimentare 24k da mille euro al kilo. È l’ultima trovata del macellaio napoletano Antonio Di Sieno, in arte Trippicella, la risposta italiana alla bistecca d’oro di Salt Bae.

Gli hamburger devono soddisfare alcune caratteristiche: «Non devono restringersi in cottura – spiega Di Sieno – mantenere un buon livello di liquidi, rimanere compatti durante la cottura. In questo caso ho bilanciato i diversi tagli di questo animale giapponese nella giusta percentuale per ottenere un prodotto eccellente. Un blend tra le parti più e meno grassose, quelle più marmorizzate come il top entrecote, un pezzo di fesa e meno marmorizzato, il collo più succoso. Tutto impreziosito dall’oro alimentare».

Un preparato d’eccellenza con la miglior Wagyu che viene importata in Italia. «Il Wagyu viene classificato per carcassa e per marezzatura. La carcassa, identificata con la lettera A, va da una scala da 1 a 5, mentre la marezzatura da 1 a 12.  Il massimo che arriva in italia è classificato carcassa A5 e marezzatura 10».

Ha scelto il bovino della prefettura di Kagoshima per le sue peculiarità. «Oltre ad essere finemente tenera, la sua carne si differenzia da quelle delle altre zone per il suo delicato e deciso sapore umami del grasso dovuto dalla consistenza della marmorizzazione, con una bassa temperatura di fusione a causa della grande quantità di acidi grassi insaturi».

Questa prelibatezza non si trova nel banco macelleria di tutti i giorni ma per poterla assaggiare è necessario prenotarla nel suo quartier generale di Madonna dell’Arco, in via arco 235, a due passi dal Santuario. L’hamburger d’oro by Trippicella è stato presentato alla scuola di cucina “Dolce e Salato” di Giuseppe D’Addio nell’impiattamento dello chef Antonio Tecchia del San Cristoforo di Ercolano, con emulsione di lupini di mare e sfere di colature di alici.

Questa “invenzione” segue altre iniziative innovative del macellaio napoletano. L’ultima in ordine di tempo è quella del Rosso Vesuviano, ossia allevare un maiale allo stato brado sulle pendici del Parco Nazionale del Vesuvio secondo l’antica tradizione vesuviana. Mentre in tema hamburger ha ideato quello di Simmental, con la razza di bovino originaria della valle Simme in Svizzera che non ha nulla da vedere con la carne in scatola. Per non dimenticare la “Meat innovation” per il recupero della carne di scarto come la coppa di testa, la matrice e il ventre.

BIOGRAFIA BREVE. Antonio Di Sieno, quarta generazione di macellai, è un giovane professionista specializzato in commercio e lavorazione delle carni pregiate dal Mondo. È titolare di “Trippicella”, azienda nata nel 1940, che distribuisce tagli di prima qualità nelle più importanti città italiane. Definito macellaio 3.0 per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione.

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

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